LEONARDO,LA VERGINE DELLE ROCCE, le prime letture
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LA VERGINE DELLE ROCCE — LE PRIME LETTURE
L'intuizione: il Cenacolo
Tutto ebbe inizio osservando Il Cenacolo. Notai nelle mani degli apostoli una serie di gesti che sembravano indicare e delimitare, con precisione, forme ben definite nei pattern compositivi degli abiti. Pensai che ogni forma indicata potesse ricomporsi in un disegno più ampio, come i giochi a incastro dell'infanzia. Fu la prima volta che intuii un metodo — non ancora una certezza, ma una possibilità.
La conferma: la Vergine delle Rocce
Avevo già visto La Vergine delle Rocce dal vivo al Louvre negli anni '90, ma non avevo provato nulla di simile all'intensità che sentii, anni dopo, osservandone un'immagine ad alta definizione del dipinto restaurato, al computer. Iniziai a notare decine di segni e segnali. Pensai dapprima a un fenomeno di pareidolia — la tendenza della mente a riconoscere forme familiari nel caso. Ma quei segni continuavano ad apparirmi come qualcosa di più: simboli, forme dotate di significato, senza però un significato immediato nel contesto iconografico dell'opera.
La sensazione più forte fu che la grotta rappresentasse un ritorno all'utero materno — le origini, il ricordo e il dolore della "nascita". L'indizio che mi indirizzò verso la lettura corretta fu il gesto dell'angelo, che indica l'osservatore verso il vero protagonista dell'opera: Giovanni. Penso sia proprio per questo dettaglio che l'opera fu contestata a Leonardo e non venne mai consegnata ai committenti.
Il primo rebus
Leonardo ricorreva spesso alle forme ludiche del rebus, leggendo e scrivendo anche da destra a sinistra — lo stesso metodo della scrittura geroglifica. L'indice dell'Angelo, rivolto verso Giovanni, dà inizio alla lettura: GIOVANNI. Il panneggio che parte dal capo di Giovanni, tracciato in modo perfettamente dritto, arriva a una pietra sul mantello di Maria: PIERO (dal latino Petrum Medicem). La mano di Maria verso Gesù dà DE. L'incrocio tra le dita di Maria e Gesù con l'indice dell'angelo dà -DI-CI.
Chiave di lettura: GIOVANNI PIERO-DE-ME-DI-CI.
L'anagramma e il secondo simbolo
Il nome Piero, tradotto in latino "pietra che guarisce", rimanda al Bezoario — conformazione minerale usata nel Rinascimento per le sue proprietà curative. L'anagramma si completa in: SI DE NOME PIERO ME DICE GIOVANNI DE MEDICI.
Osservando poi la parte superiore delle rocce, tra il fitto fogliame apparve la sagoma di una testa di leone: il Leone Rampante, stemma araldico della famiglia Tornabuoni. Sovrapponendo lo stemma alle tracce del dipinto, la trasposizione risultò perfetta.
Chiave completa: LEONARDO DA VINCI GIOVANNI PIERO DE' MEDICI TORNABUONI.
Perché una nuova lettura è ancora possibile, dopo 500 anni
Credo che sia la somma unica delle caratteristiche di una persona — natura, vissuto, formazione — a rendere possibile una scoperta come questa. Osservare ai confini, il silenzio, non giudicare subito ciò che si vede, riflettere, imparare anche dall'errore, lasciare che il tempo faccia da filtro: è un percorso che si costruisce tra la vita e l'arte, non solo davanti a un'opera.
L'ISOLA DELLE ORIGINI
Il primo passo: la Cavalcata dei Magi
Il primo passaggio fu lo studio de La Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli, che mi diede la quasi certezza di dover indagare in quella direzione anche nei dipinti di Leonardo — un racconto per immagini delle famiglie fiorentine e del loro legame con le nuove terre scoperte al di là dell'oceano.
Le sovrapposizioni sulla Vergine delle Rocce
Prima ancora di individuare quella piccolissima forma che si sarebbe poi rivelata un'isola reale, con un nome, provai a sovrapporre le sagome di diverse isole caraibiche alla composizione della Vergine delle Rocce. Tra le tante forme provate, una si incastrava a perfezione nel centro della composizione delle figure — un segnale che la direzione della ricerca era quella giusta.
la verifica e il nome: Carriacou
Solo in un secondo momento arrivò la verifica della piccola macchia chiara, fino ad allora ritenuta insignificante nel dipinto. Fu a quel punto che potei dare una certezza alla scoperta, quella forma aveva un nome: Carriacou.

