IL CENACOLO VINCIANO

Dopo alcune analisi e tentativi di inserire la forma dell’isola Carriacou ho ottenuto un risultato: anche in questa opera, Leonardo utilizza la carto-grafia per dare struttura alla figura di Gesù; le sue mani ripetono la stessa conformazione delle due appendici (o penisole) dell’isola che si aprono sulla baia; il profilo di testa e spalle si inserisce alla perfezione nel contorno della baia con identiche linee sinuose . Per Leonardo, l’isola diventa il simbolo divinatorio, il contenuto, il germe creativo della forma. Tutto quello che vediamo nel Cenacolo nasce e si sviluppa dalla conoscenza e dal “non visibile”.
A questo punto, possiamo intuire che tutta l’opera del Cenacolo, come accade nella Vergine delle Rocce, è la celebrazione delle origini della madre.
La similitudine e l’identificazione
La figura alla destra di Gesù è identica alla figura della Vergine delle Rocce. Entrambe portano al centro del petto il bezoario, mentre la mano della Vergine viene ribaltata e trasposta su Gesù. Si tratta di un passaggio di testimone, un principio di totale identificazione con la madre



Possiamo inoltre notare la dinamica compositiva fra le due figure: sono distanziate da uno spazio simbolico di “divisione”. La lesena acquista massa, dal punto di vista sensoriale diventa un “macigno pesante e appuntito”
Si tratta di un segnale di DIVISIONE, o condizione di privazione, non certo per scelte individuali ma indotta da terze parti.
Leonardo ha voluto dare all’apostolo con la mano rivolta verso la gola le sembianze di papa Sisto IV; direi che è un significato eloquente. Si tratta della figura di Pietro, il fondatore della Chiesa di Roma, posta accanto alla figura di Giuda, e tiene un coltello nella mano celata.



